VOLTI & SCONVOLTI ovvero IO FACCIO FACCE! IVAN CATTANEO


dal 21 Ottobre 2021

"Quando guardi i miei volti in realtà è come se ti guardassi allo specchio e in ultima analisi vedi solo quello che tu vuoi vedere o molto probabilmente quello che sei tu da analizzare e scrutare! Ho sempre detto che nella mia arte il 40% ce lo metto io, ma il restante 60% ce lo mettete voi! L'espressione del volto, l'impressione dello stato d'animo, che non è di chi guarda fuori la natura, come i vecchi impressionisti, ma da chi è di se stesso, dal suo volto impressionato emotivato. Il volto contorto come specchio frantumato, come caleidoscopio impazzito, come tabllina delle possibilità visive aggiunte o sottratte. Il volto anche astratto, intravisto , imprevisto, troppo ordinario, obsoleto a volte. Il volto accennato a tratti, il volto che non ha più. genere sessuale... anzi ce li ha tutti insieme mescolatti in arcobaleno e nero e bianco o nulla.zen! Angeli-acrilici senza sesso! Io faccio facce... le ho sempre fatte... dalla notte dei tempi, dai miei 5 anni sui banchi delle elementari e poi al liceo artistico e poi a scenografia a Brera. La mia arte non può prescindere anche dall'avvento della fotografia cje diede quindi origine all'arte moderna, e cioè alla non più necessità di fare ritratti verosibili e fotografici appunto, visto che nel frattempo era subentrata questa nuova tecnica e musa! I miei volti sono come indigeni dell'Amazzonia o della Nuova Guinea imbrattati di fango colorato, piume e pietre variopinte. Quindi nulla di nuovo alla luce del sole. Come del resto le sculture africane primitive emulate da Picasso. I volti nei miei quadri non si muovono, ma non perchè sono fissi in un quadro, ma perchè sono come robot sotto un incantesimo della ci-viltà che li ha cristallizzati lì per sempre! Ed infondono come succede agli indigeni che si imbrattano il volto di natura colorata, anche io imbratto la fotografia che viene rifagocitata dalla natura del colore e della forma selvaggia. Ed è quasi come un rito-rivincita della pittura sulla fotografia. Il mio ritratto il mio stile, il mio marchio di fabbrica è l'anarchia visiva, il non troppo elaborato, il primitivo del primitivo, che proprio per questo diventa futuro-moderno. Il leimotiv sono gli occhi lo specchio dell'anima, anche lo specchio del tuo volto che guarda a sua volta è riguardato dal mio dipinto. Oggi con facebook, instagram e tik tok, tutti vogliono essere famosi almeno per un quarto d'ora, come diceva il bona Andy. Ma forse analiticamente riflettendo: si vuole diventare famosi agli altri perchè in fondo non si è mai stati famosi a sè stessi! Cioè: autostimati, auto.amati, auto conosciuti! Socrate diceva infatti che la vera strada della felicità era essenzialmente: il conosci te stesso! I miei volti sono come tabelline , metti un occhio e una bocca anzichè un'altra e le infinite possibilità di creare volti diversi, cambiano, e ti si parano davanti nella più assoluta creatività. Le mie ossessioni sono gli occhi, le conturbazioni alla Bacon, alla Picasso, alla Basquiat e alla Mattia Moreni! Non esiste nulla al mondo, di più magico, di più espressivo e allo stesso tempo dolce o inquietante, del volto umano! Lo sguardo, la rabbia, la dolcezza, la pazzia pura. I lineamenti semplificati, stilizzati, imbrattati, accennati, logorati".
 

"Io per dipingere uso di tutto... persino i pennelli... e masturbo i miei quadri finchè non ne esce colore e urla comunicative. I mie quadri non sono mai finiti, sono in-finiti, o ruderi artistici archeologici. Volti sconvolti, senza sesso, che rimandano o proiettano in un futuro, che allo stesso tempo è anche preistoria: dove alieni-moderni si amalgamano perfettamente con graffiti preistorici!"
 

Mostra personale di Ivan Cattaneo 

con presentazione del critico d'arte Giorgio Grasso

Inaugurazione: 21 Ottobre 2021 ore 18:00 - 21:00

via P. Sottocorno 27, Milano

L'artista sarà presente all'esposizione.

Termine mostra: 11 Novembre 2021

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